Visualizzazione post con etichetta MARADONA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MARADONA. Mostra tutti i post

giovedì 7 marzo 2013

CALCIO E RUGBY SI DIVIDONO

Storia del Calcio - 2° puntata




Le vicende che hanno "eliminato le mani" dal football

Dopo la nascita ufficiale del calcio a Londra, avvenuta come già ricordato il 26 ottobre 1863, i membri della Football Association discutono sul regolamento della neonata disciplina. Le norme che scaturiscono dal primo incontro sono ancora molto lontane da quelle vigenti nel calcio moderno. I giocatori possono correre con la palla in mano e caricare l'avversario, si tratta in pratica di uno sport ibrido, con una chiara matrice rugbystica. In quegli anni, infatti, quello che oggi conosciamo come Rugby, era noto con il nome di
Football in Gran Bretagna.
Nascono subito due fazioni all'interno della Federazione, una conservatrice, con il chiaro intento di difendere la radice rugbystica del Calcio e una progressista, che punta all'eliminazione del tocco di mani. I conti tra i due schieramenti vengono regolati il 24 novembre 1863, quando Mister Morley, segretario della Football Association e capofila dei progressisti fa valere definitivamente le sue ragioni. L'8 dicembre vengono apportate le decisive modifiche al regolamento, che impediranno ai giocatori di correre con la palla tra le mani e di caricare fisicamente gli avversari.
Nel 1872 viene disputata la prima Football Association Cup (FA Cup), la più antica competizione calcistica tutt'ora esistente. In finale i Wanderers di Londra battono per 1 a 0 i Royal Engineers e si aggiudicano l'ambito trofeo.
Negli anni successivi i progressi del nuovo gioco saranno rapidissimi: l'utilizzo del caucciù e l'invenzione della camera d'aria renderanno presto il pallone simile a quello che conosciamo, nel 1890 le porte verranno dotate di reti e, due anni più tardi, nascerà il calcio di rigore. Il calcio ha ormai intrapreso la strada che lo porterà a
diventare lo sport più popolare del mondo.
Tutto ciò, probabilmente, non sarebbe accaduto senza l'impegno di Mister Morley che si è battuto per eliminare il tocco di mano. Chissà cosa avrebbe pensato se fosse stato presente, 123 anni
dopo, alla gara del mondiale in cui la sua Inghilterra veniva eliminata del più forte giocatore del mondo, Diego Armando Maradona, grazie alla mano de Dios...

mercoledì 6 marzo 2013

DISCENDIAMO DAVVERO DAGLI INGLESI?

Storia del Calcio - prima puntata


Le dispute sulle origini del gioco più bello del mondo

Chi sono i veri progenitori di Messi, Maradona e Pelè? Quale paese può vantarsi di aver dato i natali a quella che sarebbe in seguito diventata la più importante disciplina sportiva del globo?

Sir Bobby Charlton, David Beckham e Wayne Rooney saranno di sicuro fermi sostenitori della teoria che vuole il calcio originario della terra di Sua Maestà. In effetti, il 26 ottobre 1963 il calcio nasce ufficialmente a Londra: quel giorno, presso la Free Mason's Tavern (la taverna dei Framassoni o dei Liberi Muratori), si incontrano i rappresentanti di undici club e associazioni sportive londinesi, per creare una struttura unitaria che prenderà il nome di Football Association, con l'intento di codificare le norme che regoleranno il nuovo gioco. Il 1886 è l’anno dell’istituzione dell’IFAB, acronimo di International Footballer Association
Board. L'International board è l'organo che ancora oggi definisce e approva qualsiasi modificaal regolamento del gioco del calcio, vincolando le federazioni di tutto il mondo.
La questione sembrerebbe quindi già risolta: il calcio è nato nel Regno Unito. In realtà non è così, o meglio, è certamente legittimo che gli Inglesi si considerino a pieno titolo gli inventori del Football, ma è assolutamente innegabile che nel prendere una sfera a calci si siano cimentati in molti diversi secoli prima. Occorre quindi andare a ritroso nel tempo per cercare nuove risposte.
A questo proposito, scommettiamo che De Sisti, Antognoni e Batistuta sarebbero pronti a giurare che Firenze è la culla del calcio, l'unica città che, a pieno diritto, può definirsi la patria della palla presa a pedate. Già tre secoli prima, infatti, nella città toscana si giocava il calcio fiorentino, che dava luogo a incontri ufficiali tra i partiti dei verdi e dei bianchi, rispettivamente della riva sinistra e destra dell'Arno. Il campo di gioco era Piazza Santa Croce e la compagine che trionfava aveva l'onore di potersi appropriare delle insegne avversarie.
Ma sempre in Italia possiamo trovare altre tracce per la nostra indagine: nell’antica Roma si usava praticare l’harpastum, un gioco decisamente duro, probabilmente un misto tra un primordiale rugby e il calcio, giocato soprattutto dai legionari quando si spostavano nelle terre conquistate dall’Impero. C’è chi sostiene addirittura che siano stati i legionari di Cesare a portare per la prima volta nei territori britannici la disciplina
che avrebbe poi ispirato la nascita del Football. Potrebbero essere dunque Amadei, Falcao e Totti a spuntarla nell’annosa disputa.
Il calcio ha sangue italiano? Macchè, la storia antica è piena zeppa di esempi di giochi che prevedevano la
contrapposizione di due schieramenti i quali si contendevano una sfera attraverso l'uso dei piedi. L’harpastum, con ogni probabilità progenitore del calcio fiorentino, pare sia stato mutuato da una disciplina nata nella Grecia Antica con il nome di "Episciro", mai inserita nelle manifestazioni olimpiche.
Ma le prime tracce sembrano risalire addirittura all'XI secolo a.C., periodo nel quale in Cina si praticava il Tsu-chu, il cui nome letteralmente significa "colpendo col piede (tsu) una palla di pelle imbottita in vario modo (chu)". I campioni di questo sport dovevano infilare in un buco sostenuto da due canne di bambù un pallone ripieno di piume e capelli femminili, il tutto utilizzando esclusivamente i piedi. Le affinità con il calcio di oggi sono evidenti. Ma, nello stesso periodo, i cugini asiatici del Giappone praticavano il kemari,
nel quale due formazioni da otto uomini si affrontavano con l'obiettivo di spedire una palla, ovviamente per mezzo di calci, in uno spazio delimitato da alberi. Grazie all'aggiunta di questa porta naturale, il gioco giapponese appare il più antico e credibile antenato del calcio moderno.
Anglosassoni, toscani, romani e greci si rassegnino, la storia sembra condurci ad un'inverosimile realtà: la nobiltà pallonara è oggi rappresentata dai vari Nakamura, Morimoto e Nagatomo.