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mercoledì 3 aprile 2013

Finalmente Inter - Storia del calcio 20° puntata


STORIA DEL CALCIO, FINALMENTE INTER PAZZA INTER MONDIALI 1938



Il combattutissimo campionato del 1937-38. L'Italia si prepara per i Mondiali.

Campionato 1937-38 combattutissimo, forse il più equilibrato nella storia della Serie A. Al termine del girone d'andata l'Ambrosiana-Inter, allenata dall'ex mediano neroazzurro Armando Castellazzi, ha quattro punti di vantaggio sul terzetto composto da Bologna, Juventus e Genova 1893. Il 13 marzo, vincendo per 2-1 lo scontro diretto contro Meazza e compagni, la Juventus effettua il sorpasso; due settimane dopo, complice l'inattesa sconfitta dell'Ambrosiana contro il Liguria (l'ex Sampierdarenese), i bianconeri si portano a + 3 e danno la netta impressione di essere ormai lanciatissimi verso il titolo. La formazione piemontese, guidata in panchina dal 'monumento' Virginio Rosetta, frena invece bruscamente, raccogliendo solo due punti in tre giornate e permette al gruppone delle inseguitrici di rientrare.
Alla penultima sono addirittura sette le squadre ancora matematicamente in lizza per il tricolore: Ambrosiana-Inter, Bologna, Genova 1893, Juventus, Milan, Roma e Triestina; situazione mai verificatasi prima. I bianconeri non riescono a tenere i nervi saldi e buttano letteralmente uno scudetto che sembrava già cucito sulle loro maglie. Arbitro del campionato ancora una volta il Liguria, che espunga Torino stoppando la capolista. L'Ambrosiana non si fa pregare e con due successi consecutivi (Roma e Bari) si aggiudicano il quarto titolo della sua storia. Juventus seconda a due lunghezze davanti a Milan e Genova 1893. La prima in classifica e la Triestina, che chiude al settimo posto, sono divise da soli cinque punti. Lo scudetto del '38 è il risultato della profiqua annata del tandem offensivo composto da Meazza, per la terza volta capocannoniere in Serie A, e Pietro Ferraris (Ferraris II), autori in coppia di 34 gol sui 57 realizzati complessivamente. Atalanta e Fiorentina scendono in B. Rivincita meneghina sui rivali di Torino, che li avevano costretti a tre secondi posti consecutivi tra il 1933 e il 1935. In quegli anni l'Ambrosiana era stata forse la squadra con il maggior tasso tecnico, ma priva della continuità necessaria per risultare anche vincente. Già negli anni '30 è una "Pazza Inter". A parziale consolazione per la disfatta in campionato, la Juventus si aggiudica la Coppa Italia; la finale è il derby contro il Torino, superato 3-1 all'andata e 2-1 al ritorno.
Nel maggio del '38, dopo una lunga serie di esperimenti, il CT Vittorio Pozzo definisce la rosa per affrontare il Mondiale francese.
Portieri: Carlo Ceresoli (Bologna), Guido Masetti (Roma), Aldo Olivieri (Lucchese).
Difensori: Michele Andreolo (Bologna), Alfredo Foni (Juventus), Eraldo Monzeglio (Roma), Renato Olmi (Inter-Ambrosiana), Pietro Rava (Juventus).
Centrocampisti: Aldo Donati (Roma), Bruno Chizzo (Triestina), Mario Genta (Genoa), Giovanni Ferrari (Inter-Ambrosiana), Ugo Locatelli (Inter-Ambrosiana), Mario Perazzolo (Genoa), Pietro Serantoni (Roma).
Attaccanti: Sergio Bertoni (Genoa), Amedeo Biavati (Bologna), Luigi Colaussi (Triestina), Pietro Ferraris (Inter-Ambrosiana), Giuseppe Meazza (Inter-Ambrosiana), Piero Pasinati (Triestina), Silvio Piola (Lazio).
Prima della spedizione iridata gli azzurri, qualificati d'ufficio alla competizione in quanto detentori del titolo, testano la loro condizione affrontando in amichevole Belgio e Jugoslavia. Due vittorie a valanga (6-1 e 4-0) con dieci reti realizzate, quattro delle quali portano la firma di Silvio Piola. I Campioni del Mondo sono rodati e pronti alla battaglia.

domenica 31 marzo 2013

5 maggio, che déjà vu! - Storia del calcio 18° puntata


STORIA DEL CALCIO, 5 MAGGIO LAZIO-INTER BATTAGLIA DI HIGHBURY SILVIO PIOLA



I neroazzurri vivono il '5 maggio' 67 anni prima. La battaglia di Highbury.

Smaltita la sbornia iridata, ci si rituffa nella Serie A. La stagione 1934-35 è la prima con un torneo a 16 squadre e non più 18, riduzione resa necessaria per non appesantire troppo un calendario che inizia ad essere ricco anche di impegni internazionali.
Emblematico il caso di calcio mercato che coinvolge il giovane Silvio Piola prima dell'inizio del campionato: la Pro Vercelli si accorda con l'Ambrosiana per la cessione del centravanti, richiesto anche dalla Lazio. Il trasferimento viene bloccato, si racconta su precisa disposizione di Mussolini; Piola approda così in casa biancoceleste per l'ingente cifra di 250.000 lire. Da sottolineare alcuni dettagli di non poco conto: il Duce è tifoso della Lazio, il Presidente Federale Giorgio Vaccaro è colui che nel '27 ne aveva impedito la fusione con gli altri sodalizi capitolini in occasione della fondazione della Roma. Sta di fatto che lo stesso Piola, anni dopo, commenterà così l'episodio: "allora un calciatore poteva dire solo di sì".
Nel frattempo l'aristocrazia futbolistica inglese decide di degnare i Campioni del Mondo di una sfida con i maestri. Il 14 novembre 1934 l'Italia affronta l'Inghilterra nello Stadio Highbury di Londra. Su un campo appesantito da una pioggia incessante, i padroni di casa forniscono una lezione di calcio realizzando tre reti nei primi 12'; il portiere dell'Ambrosiana Ceresoli evita il tracollo parando un calcio di rigore. Come se non bastasse gli azzurri si ritrovano in inferiorità numerica a causa dell'infortunio occorso a Monti. Nella ripresa avviene qualcosa che ha dell'incredibile: gli italiani segnano due gol con Meazza e 'rischiano' in più occasioni di raggiungere il clamoroso pareggio. Termina con una sconfitta (finale 3-2) una gara che la retorica dell'epoca trasformerà nell'impresa dei "Leoni di Highbury".
La sfida per il titolo è un'appassionante lotta tra tre contendenti: i campioni bianconeri, l'Ambrosiana di Meazza e la Fiorentina. I toscani, in testa alla classifica al giro di boa, abbandonano la contesa solo alla penultima giornata, a causa della sconfitta subita sul campo dell'Alessandria. Alla vigilia dell'ultimo turno Ambrosiana e Juventus si trovano a pari punti. Nel frattempo la Juve ha allontanato Carlo Carcano, tecnico pluricampione, ufficialmente per 'motivi personali'; in realtà l'omossessualità dell'allenatore (reale o presunta che fosse) non era ritenuta edificante dalla dirigenza.
Giornata conclusiva: la Juventus fa il suo espugnando Firenze con un gol di Ferrari. L'Ambrosiana è chiamata ad affrontare a Roma una Lazio che non ha più nulla da chiedere. Tra le fila dei capitolini due ex neroazzurri: Levratto e Viani. L'esito della gara sembra scontato, invece la Lazio, dopo essere passata in svantaggio, pareggia proprio con Levratto e allunga grazie a una tripletta di Piola, l'uomo che avrebbe potuto giocare la sfida con l'altra maglia; inutile il gol di Meazza, finisce 4-2. "Il calcio è strano", "il calcio è crudele", quante volte abbiamo sentito pronunciare, spesso anche a sproposito, tali banalità? In questo caso si tratta invece di espressioni decisamente azzeccate: stessa gara (Lazio-Inter), stesso risultato (4-2), stessa situazione (titolo in bilico all'ultima giornata) e stesso esito (scudetto alla Juventus)... Purtroppo per i tifosi interisti, questo "dramma sportivo" riproporrà un identico copione 67 anni dopo, nella data ormai entrata a far parte della mitologia pallonara: 5 maggio 2002. Che sconcertante déjà vu!
Quinto e ultimo scudetto consecutivo per la Juventus, il settimo della sua storia. Un'altra formazione sette volte Campione lascia il palcoscenico della Serie A: si tratta della Pro Vercelli che, orfana di Piola, colleziona appena quindici punti e retrocede in Serie B in compagnia del Livorno. La grande epopea dei bianchi si chiude qui, i vercellesi non riusciranno più a tornare nella massima divisione. Solo un anno di 'purgatorio' invece per il Genova 1893, vincitore del campionato cadetto.